Insegnanti, lavoratori sottopagati e sottovalutati
In Francia la socialista Ségolène Royal ha affermato che gli insegnanti del suo paese dovrebbero lavorare 35 ore alla settimana, anziché continuare a farne 17 e arrotondare a colpi di lezioni private. Condivisibile o assurdo? Una mia amica, insegnante, ha un'opinione molto interessante al riguardo.
Ne penso che 35 ore settimanali le faccio di già e nessuna "ripetizione" per arrotondamento. Ne penso che purtroppo chi parla molto spesso non sa com'è il lavoro (sottopagato) dell'insegnante. Consideriamo semplicemente il lavoro tipo di un'insegnante della scuola elementare (ma alle medie non è poi molto diverso).
Le ore che dovrebbe fare alla settimana sono 22 di insegnamento e 2 di riunione. E' necessario, però, arrivare 5 minuti prima per la sorveglianza degli alunni e per permettere il cambio di ora. Quindi 5 minuti x 5 giorni alla settimana, 25 minuti in più, senza considerare che se hai un qualsiasi buco, si aggiungono altri 5 minuti. Io di buchi ne ho 2, quindi 35 minuti in più alla settimana. Tutto ciò nel contratto non è contemplato.
Molto spesso è necessario arrivare più che 5 minuti prima, di solito io arrivo alle 8:00 e la scuola inizia alle 8:15, per via del traffico. (Nella scuola non puoi dire "timbro il cartellino 15 minuti dopo se arrivo tardi e andrò via 15 minuti dopo: devi essere presente coi bambini all'ora stabilita dalla scuola. Questo anche perché se un bimbo si fa male e tu non c'eri, sono grane belle grosse.)
L'insegnante "tipo" si fa anche uno, due o tre turni mensa alla settimana, compresi nell'orario di lavoro, ma estremamente stressanti, visto che ci appioppano da 20 a 30 bambini (un anno ne avevo 32, fuori legge).
La legge impone che non si possano fare, al giorno, più di 6 ore con i bambini, proroga sulle 6:30 per consintere i tempi pieni e brevi. Legge stupida? Chiunque abbia lavorato con i bambini o ragazzini sa che dopo 6 ore tendi a strozzarli. Questo è il motivo della legge.
Fatti uscire i bambini da scuola, bisogna controllare che tutti abbiano un adulto autorizzato che li viene a prendere (dopo naturalmente averli fatti vestire, coprire, allacciare ecc., cosa che in 1^ elementare deve fare l'insegnante). Il che porta via come minimo altri 10-15 minuti al giorno. Andati tutti c'è tipicamente il genitore che deve fermarsi a parlare perché ne ha bisogno urgente, quindi da 30 minuti a 2 ore in più oltre l'orario di lavoro.
Una volta alla settimana 2 ore di riunione - se sei fortunato e lavori su una sola classe, altrimenti devi sciropparti svariate altre ore nelle altre classi, quindi generalmente per una insegnante di matematica sono 3-4 ore, per una come me che fa 2 matematiche e 2 inglesi per un totale di 4 classi sono sempre 5-6 ore.
Inoltre ci sono anche le altre riunioni: collegi docenti, riunioni per ambito, riunioni di commissioni... Esempio: in una settimana: 2 ore di riunione di modulo di martedì; 4 ore di interclasse tecnico e plenario venerdì; giovedì devo andare in un'altra città a circa 20 km di distanza per parlare con la neuropsicologa di un'alunna dislessica: naturalmente non c'è nessun rimborso di spese di trasferimento e c'è pure il rischio di non essere coperta dall'assicurazione (NB: che devo pagarmi io). Quindi in quella settimana, fuori casa lavoro come niente 30 ore senza considerare il tempo di spostamento né al lavoro normale né a Cantù. E non è che poi un'altra settimana faccio 18 ore per fare media: il minimo è sempre 24 (comunque per 22 ore sono sulla classe, se io non ci sono resta scoperta e qualcuno deve venire al mio posto), poi ci sono ore in più (la maggior parte non sono nemmeno considerate dal preside!).
Non solo: arrivi a casa: devi preparare le lezioni, correggere i compiti, le verifiche, i quaderni. Almeno 1 ora o 2 al giorno su questo ti va. Ieri ho passato svariato tempo per correggere verifiche e per scrivere l'adattamento della programmazione d'istituto, cioè la programmazione annuale della classe (2 di matematica, 2 di informatica, 3 d'inglese...).
Facendo i conti... a 35 ore settimanali ci arriviamo come niente.
Contiamo poi anche altri aspetti: l'alta responsabilità: se un bambino che cammina inciampa davanti a me, cade e si fa male il preside si incazza e dice che io non lo stavo controllando (è successo a due colleghe un mese fa). Un bambino non vuole andare a scuola? Colpa delle maestre. Un bambino esce dalle elementari che non sa contare? Colpa delle maestre. Un bambino sogna di notte di non essere il più bravo della classe? Colpa delle maestre. Un bambino viene preso di mira dai compagni che lo incolpano sempre di essere un rompipalle (ed è pure vero)? Colpa delle maestre.
Altro aspetto: sgridi un bambino? Sei stronza. Non lo sgridi? Hai poco polso.
Ultimo punto, poi smetto di stressarvi: servono i programmi didattici, i libri, le audiocassette, i cavetti per PC, le matite per la classe, i cartoncini, i pennerelli, i cerotti, ecc. ecc.? Chi pensate che li compri quando il preside dice "arrangiatevi non ci sono più soldi?" Magari sono solo 100-200 euro di materiale all'anno, però sono 100-200 sudati euro.
Per non parlare della condizione dei precari, che è veramente una delle più misere... nella scuola come altrove.
Per questo non trovo che aumentare le ore e diminuire i lavoratori (in qualsiasi campo!) sarebbe logico. Anzi, nell'utopia migliore tutti lavoriamo (tutti, non ci sono i figli di papà che possono permettersi di non lavorare da una parte e quelli che non possono lavorare perché il lavoro non c'è dall'altra) poche ore al giorno. Pensateci: meglio poco a tutti, o tutto a pochi? Mi si taccia di essere rossa (il che è pure vero, avanti popolo...), ma io preferisco il poco a tutti.
Nel campo dell'insegnamento, poi, come può essere possibile che io faccia 8 ore coi pupetti tutti i giorni? In certe classi poi, dopo quando ci stai 2 ore esci coi capelli ritti dallo stress? Chi propone certe leggi dovrebbe pensare poi di applicarle a se stesso.
E' anche vero che parte del lavoro che facciamo noi insegnanti si può fare a casa: e questo è uno dei (pochi) vantaggi del lavoro dell'insegnante. Posso dire "lo faccio alle 17 o lo faccio alle 19" e nessuno mi può dire nulla. Però non abbiamo la possibilità di farci le ferie quando vogliamo. Non abbiamo la pausa caffé. Non possiamo lasciare la classe scoperta. Se la bidella copre per 10 minuti la classe mentre io sono in bagno, una collega che deve anche lei andare in bagno non può perché di bidella ce n'è una sola.
Qualcuno può chiedermi: "E perché continui a fare l'insegnante?" Per lo stesso motivo per cui altre persone continuano a fare il lavoro che fanno: perché ci piace il lavoro che facciamo, nel bene e nel male, con i suoi aspetti positivi (lavorare coi bambini, la creatività che ci si mette, la bellezza di vedere i bambini che apprendono, ridere con loro, sentire che stai ponendo le basi più importanti a chi un giorno sarà medico, ingegnere, insegnante, fotografo o contadino, ecc. ecc.) e negativi (le riunioni, la paga più bassa, i genitori, la mensa, il preside ecc. ecc.) e quelli che a giorni sono positivi e a giorni negativi (l'impegno, continuare a dover superare se stessi, affrontare ogni giorno sfide nuove, continuare a studiare, ecc. ecc.....). E per me gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, considerando poi la penuria di lavoro che c'è ora, chi me lo fa fare di rinunciare a un contratto a tempo indeterminato dove io posso dar sfogo alla mia creatività facendo pure piacere agli altri?
Io conosco alcune persone che dicono "ah, be', ma tu sei poi una maestrina" (NB: termine che odio). Be', vorrei vedere loro in classe con 23 logorroici ipermotori a far lezione... e riuscire ad arrivare alla fine dell'anno che le cose che gli hai detto le sanno e le hanno capite.
E conosco altre persone... una ragazza che sta studiando da neurochirurgo che mi dice sempre: "Ma come fai? Io non lo farei mai" e un ragazzo che lavora in banca come: "Ma te sei troppo brava, io impazzirei con tutti quei bimbetti e il preside." E io non farei mai i loro lavori. Li apprezzo molto.
Io credo che per criticare il lavoro (sia come viene svolto che come viene gestito/pagato) degli altri, si debba prima provare a farlo. O ascoltare bene chi lo fa. Io non andrei mai a dire: "I meccanici sono strapagati". Lo vedo che guadagnano molto più di me e hanno studiato un quinto di me (per lo meno quelli che conosco io!) . Ma io sclererei a stare dietro tutto il giorno a motori... o dietro a una scrivania in ufficio. Non lo farei! Quindi penso solo che.... per fortuna al mondo, si dice in comasco, ci sono "cen co cen crap, cen cu dusen ciap!"
Ne penso che 35 ore settimanali le faccio di già e nessuna "ripetizione" per arrotondamento. Ne penso che purtroppo chi parla molto spesso non sa com'è il lavoro (sottopagato) dell'insegnante. Consideriamo semplicemente il lavoro tipo di un'insegnante della scuola elementare (ma alle medie non è poi molto diverso).
Le ore che dovrebbe fare alla settimana sono 22 di insegnamento e 2 di riunione. E' necessario, però, arrivare 5 minuti prima per la sorveglianza degli alunni e per permettere il cambio di ora. Quindi 5 minuti x 5 giorni alla settimana, 25 minuti in più, senza considerare che se hai un qualsiasi buco, si aggiungono altri 5 minuti. Io di buchi ne ho 2, quindi 35 minuti in più alla settimana. Tutto ciò nel contratto non è contemplato.
Molto spesso è necessario arrivare più che 5 minuti prima, di solito io arrivo alle 8:00 e la scuola inizia alle 8:15, per via del traffico. (Nella scuola non puoi dire "timbro il cartellino 15 minuti dopo se arrivo tardi e andrò via 15 minuti dopo: devi essere presente coi bambini all'ora stabilita dalla scuola. Questo anche perché se un bimbo si fa male e tu non c'eri, sono grane belle grosse.)
L'insegnante "tipo" si fa anche uno, due o tre turni mensa alla settimana, compresi nell'orario di lavoro, ma estremamente stressanti, visto che ci appioppano da 20 a 30 bambini (un anno ne avevo 32, fuori legge).
La legge impone che non si possano fare, al giorno, più di 6 ore con i bambini, proroga sulle 6:30 per consintere i tempi pieni e brevi. Legge stupida? Chiunque abbia lavorato con i bambini o ragazzini sa che dopo 6 ore tendi a strozzarli. Questo è il motivo della legge.
Fatti uscire i bambini da scuola, bisogna controllare che tutti abbiano un adulto autorizzato che li viene a prendere (dopo naturalmente averli fatti vestire, coprire, allacciare ecc., cosa che in 1^ elementare deve fare l'insegnante). Il che porta via come minimo altri 10-15 minuti al giorno. Andati tutti c'è tipicamente il genitore che deve fermarsi a parlare perché ne ha bisogno urgente, quindi da 30 minuti a 2 ore in più oltre l'orario di lavoro.
Una volta alla settimana 2 ore di riunione - se sei fortunato e lavori su una sola classe, altrimenti devi sciropparti svariate altre ore nelle altre classi, quindi generalmente per una insegnante di matematica sono 3-4 ore, per una come me che fa 2 matematiche e 2 inglesi per un totale di 4 classi sono sempre 5-6 ore.
Inoltre ci sono anche le altre riunioni: collegi docenti, riunioni per ambito, riunioni di commissioni... Esempio: in una settimana: 2 ore di riunione di modulo di martedì; 4 ore di interclasse tecnico e plenario venerdì; giovedì devo andare in un'altra città a circa 20 km di distanza per parlare con la neuropsicologa di un'alunna dislessica: naturalmente non c'è nessun rimborso di spese di trasferimento e c'è pure il rischio di non essere coperta dall'assicurazione (NB: che devo pagarmi io). Quindi in quella settimana, fuori casa lavoro come niente 30 ore senza considerare il tempo di spostamento né al lavoro normale né a Cantù. E non è che poi un'altra settimana faccio 18 ore per fare media: il minimo è sempre 24 (comunque per 22 ore sono sulla classe, se io non ci sono resta scoperta e qualcuno deve venire al mio posto), poi ci sono ore in più (la maggior parte non sono nemmeno considerate dal preside!).
Non solo: arrivi a casa: devi preparare le lezioni, correggere i compiti, le verifiche, i quaderni. Almeno 1 ora o 2 al giorno su questo ti va. Ieri ho passato svariato tempo per correggere verifiche e per scrivere l'adattamento della programmazione d'istituto, cioè la programmazione annuale della classe (2 di matematica, 2 di informatica, 3 d'inglese...).
Facendo i conti... a 35 ore settimanali ci arriviamo come niente.
Contiamo poi anche altri aspetti: l'alta responsabilità: se un bambino che cammina inciampa davanti a me, cade e si fa male il preside si incazza e dice che io non lo stavo controllando (è successo a due colleghe un mese fa). Un bambino non vuole andare a scuola? Colpa delle maestre. Un bambino esce dalle elementari che non sa contare? Colpa delle maestre. Un bambino sogna di notte di non essere il più bravo della classe? Colpa delle maestre. Un bambino viene preso di mira dai compagni che lo incolpano sempre di essere un rompipalle (ed è pure vero)? Colpa delle maestre.
Altro aspetto: sgridi un bambino? Sei stronza. Non lo sgridi? Hai poco polso.
Ultimo punto, poi smetto di stressarvi: servono i programmi didattici, i libri, le audiocassette, i cavetti per PC, le matite per la classe, i cartoncini, i pennerelli, i cerotti, ecc. ecc.? Chi pensate che li compri quando il preside dice "arrangiatevi non ci sono più soldi?" Magari sono solo 100-200 euro di materiale all'anno, però sono 100-200 sudati euro.
Per non parlare della condizione dei precari, che è veramente una delle più misere... nella scuola come altrove.
Per questo non trovo che aumentare le ore e diminuire i lavoratori (in qualsiasi campo!) sarebbe logico. Anzi, nell'utopia migliore tutti lavoriamo (tutti, non ci sono i figli di papà che possono permettersi di non lavorare da una parte e quelli che non possono lavorare perché il lavoro non c'è dall'altra) poche ore al giorno. Pensateci: meglio poco a tutti, o tutto a pochi? Mi si taccia di essere rossa (il che è pure vero, avanti popolo...), ma io preferisco il poco a tutti.
Nel campo dell'insegnamento, poi, come può essere possibile che io faccia 8 ore coi pupetti tutti i giorni? In certe classi poi, dopo quando ci stai 2 ore esci coi capelli ritti dallo stress? Chi propone certe leggi dovrebbe pensare poi di applicarle a se stesso.
E' anche vero che parte del lavoro che facciamo noi insegnanti si può fare a casa: e questo è uno dei (pochi) vantaggi del lavoro dell'insegnante. Posso dire "lo faccio alle 17 o lo faccio alle 19" e nessuno mi può dire nulla. Però non abbiamo la possibilità di farci le ferie quando vogliamo. Non abbiamo la pausa caffé. Non possiamo lasciare la classe scoperta. Se la bidella copre per 10 minuti la classe mentre io sono in bagno, una collega che deve anche lei andare in bagno non può perché di bidella ce n'è una sola.
Qualcuno può chiedermi: "E perché continui a fare l'insegnante?" Per lo stesso motivo per cui altre persone continuano a fare il lavoro che fanno: perché ci piace il lavoro che facciamo, nel bene e nel male, con i suoi aspetti positivi (lavorare coi bambini, la creatività che ci si mette, la bellezza di vedere i bambini che apprendono, ridere con loro, sentire che stai ponendo le basi più importanti a chi un giorno sarà medico, ingegnere, insegnante, fotografo o contadino, ecc. ecc.) e negativi (le riunioni, la paga più bassa, i genitori, la mensa, il preside ecc. ecc.) e quelli che a giorni sono positivi e a giorni negativi (l'impegno, continuare a dover superare se stessi, affrontare ogni giorno sfide nuove, continuare a studiare, ecc. ecc.....). E per me gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, considerando poi la penuria di lavoro che c'è ora, chi me lo fa fare di rinunciare a un contratto a tempo indeterminato dove io posso dar sfogo alla mia creatività facendo pure piacere agli altri?
Io conosco alcune persone che dicono "ah, be', ma tu sei poi una maestrina" (NB: termine che odio). Be', vorrei vedere loro in classe con 23 logorroici ipermotori a far lezione... e riuscire ad arrivare alla fine dell'anno che le cose che gli hai detto le sanno e le hanno capite.
E conosco altre persone... una ragazza che sta studiando da neurochirurgo che mi dice sempre: "Ma come fai? Io non lo farei mai" e un ragazzo che lavora in banca come: "Ma te sei troppo brava, io impazzirei con tutti quei bimbetti e il preside." E io non farei mai i loro lavori. Li apprezzo molto.
Io credo che per criticare il lavoro (sia come viene svolto che come viene gestito/pagato) degli altri, si debba prima provare a farlo. O ascoltare bene chi lo fa. Io non andrei mai a dire: "I meccanici sono strapagati". Lo vedo che guadagnano molto più di me e hanno studiato un quinto di me (per lo meno quelli che conosco io!) . Ma io sclererei a stare dietro tutto il giorno a motori... o dietro a una scrivania in ufficio. Non lo farei! Quindi penso solo che.... per fortuna al mondo, si dice in comasco, ci sono "cen co cen crap, cen cu dusen ciap!"
Etichette: 35 ore, bambini, banca, francia, insegnanti, meccanici, scuola

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