Perestroika

25.12.06

Taranto città-stato

"E' Natale e a Natale si può fare di più..."

E' un verso della canzone natalizia di Alicia, un tantino stucchevole, ma efficace se applicata a tante cose... prima di tutte la politica.

"Taranto, Italia" parafraserei il titolo di una vecchia trasmissione RAI. Taranto città dissestata, ma anche modello politico in scala 1:200 dell'Italia. Modello non edificante.

A Taranto la giunta di centrodestra è crollata sotto il peso del fallimento finanziario che ha travolto la città, e nel 2007 ci saranno nuove elezioni. Secondo pronostici quasi unanimi, verrà eletto un sindaco di centrosinistra, ma per l'ennesima volta lo schieramento progressista sta dando il peggio di se: si sono fatti avanti tre candidati, è scoppiato il caos.

Gianni Florido: candidato DS, ex sindacalista, presidente della provincia di Taranto, amministrata finora molto bene, rappresenta l'uomo solido, capace, affabile, di cui la città avrebbe bisogno. La pensano così in molti, partiti e cittadini, ma quanto sarebbe giusto abdicare alla provincia e indire pure lì elezioni anticipate, o peggio lasciare nelle sue mani sia la provincia che il comune di Taranto?

Ippazio Stefàno: candidato Rifondazione, primario ospedaliero stimato e persona cristallina a detta pure dei suoi avversari politici più estremi, rappresenta la scelta più intellettuale, sincera ma non forte, apprezzata ma non appoggiata.

Gianni Liviano: candidato PDCI, Socialisti e Verdi, uomo nuovo, quarantenne ex consigliere circoscrizionale mai aderente alle logiche di potere, rappresenta il sogno degli ingenui, un futuro sindaco eletto dalle persone oneste anziché da quelle interessate, dai singoli cittadini anziché dalle lobby, la speranza di una Taranto che tenti davvero di cambiare.

I due candidati meno forti spingono per le primarie, Florido non le vuole, le considera un'offesa istituzionale per il presidente della provincia in carica. E intanto il caos prosegue, e il centrodestra azzerato e agonizzante gongola in silenzio.

Io non voto a Taranto, vivo a Milano da anni, ma non mi costa nulla sposare il sogno: Gianni Liviano sindaco. Magari. In ogni caso, prevedo lo stesso destino per l'Italia quando ci sarà da spartirsi le spoglie di Prodi, fra qualche anno. Cofferati, Rutelli e Veltroni?

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