Io conosco John Doe
Il 15 agosto di quattro anni fa, un Tetsuya dal temporaneo impronunciabile nick mi scrisse:
Prova a comprare John Doe, dell'Eura, e' un fumetto con ottime potenzialità.
Con una punta di scetticismo per il nome della testata, ed una punta di fastidio perché non avrei potuto leggere subito il numero 1, qualche giorno dopo comprai il numero 5, "Io conosco John Doe", e ne fui conquistato. Di lì a recuperare i precedenti, gli specialini da fiera e quant'altro, il passo fu breve: m'imbarcai nel viaggio di John per sfuggire a Morte.
Il fumetto scritto da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni ha toccato le mie corde, cosa non successa con Detective Dante e Garrett (quest'ultimo del solo Roberto), evidentemente la magia non sta solo nei suoi autori, ma in una serie di coincidenze intrecciatesi nella genesi di John Doe.
M'è capitato più di una volta di leggere le parole di Roberto (Lorenzo si espone poco in rete), che non trasudano lo stesso entusiasmo che io ed altri fan proviamo per la sua creatura. Forse è incazzato perché sperava di sfondare con le vendite di Detective Dante, rivelatosi invece un semiflop; forse è distante quattro anni dall'esordio ed ha perso un pizzico d'entusiasmo, forse semplicemente ha nel cuore qualcosa di diverso ed ha parcheggiato John Doe nella sezione "lavoro" della sua testolina.
In ogni caso, provate a comprare John Doe; siamo al numero 44, ora lui è la nuova Morte e da la caccia a quella vecchia, ma la qualità delle storie è sempre pienamente soddisfacente.
Prova a comprare John Doe, dell'Eura, e' un fumetto con ottime potenzialità.
Con una punta di scetticismo per il nome della testata, ed una punta di fastidio perché non avrei potuto leggere subito il numero 1, qualche giorno dopo comprai il numero 5, "Io conosco John Doe", e ne fui conquistato. Di lì a recuperare i precedenti, gli specialini da fiera e quant'altro, il passo fu breve: m'imbarcai nel viaggio di John per sfuggire a Morte.
Il fumetto scritto da Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni ha toccato le mie corde, cosa non successa con Detective Dante e Garrett (quest'ultimo del solo Roberto), evidentemente la magia non sta solo nei suoi autori, ma in una serie di coincidenze intrecciatesi nella genesi di John Doe.
M'è capitato più di una volta di leggere le parole di Roberto (Lorenzo si espone poco in rete), che non trasudano lo stesso entusiasmo che io ed altri fan proviamo per la sua creatura. Forse è incazzato perché sperava di sfondare con le vendite di Detective Dante, rivelatosi invece un semiflop; forse è distante quattro anni dall'esordio ed ha perso un pizzico d'entusiasmo, forse semplicemente ha nel cuore qualcosa di diverso ed ha parcheggiato John Doe nella sezione "lavoro" della sua testolina.
In ogni caso, provate a comprare John Doe; siamo al numero 44, ora lui è la nuova Morte e da la caccia a quella vecchia, ma la qualità delle storie è sempre pienamente soddisfacente.
Etichette: detective dante, eura, fumetto, garrett, john doe, lorenzo bartoli, morte, roberto recchioni

8 Comments:
Anch'io conosco (e apprezzo non poco) John Doe... e la colpa è tutta tua! :P
By *beeeep*, at 3/1/07 19:58
Anch'io conosco e apprezzo. Anche se spesso mi lascia perplesso e insoddisfatto.
Tra i due, preferisco leggermente Bartoli. Tra gli ultimi, "Escluso il cane" mi ha fatto impazzire.z
By Quadrilatero, at 3/1/07 20:24
Hai fatto centro quando hai linkato il post di RRobe intitolato "Voi siete diversi" .
Secondo me, come tutti gli sceneggiatori dotati di un minimo di ambizione, RRobe punta alla Bonelli. Basta leggere attentamente anche alcuni suoi passati interventi per capire quanto lui stimi la casa editrice di Tex e soci.
Il punto è che per avere un Recchioni inquadrato (e meglio retribuito), perderemmo un grande artista libero di creare mirabolanti mondi narrativi.
Un esempio su tutti è Cajelli. Per me Cajelli è un talento notevole. Però se lo metti a scrivere Zagor è come mettere Maradona in un torneo di golf... si ok ci sono le palline e le bandierine come nel calcio, ma non è la stessa cosa.
Cajelli è nato per fare un altro tipo di fumetti (possibilmente inventati da lui). Analogo discorso vale per Recchioni.
Parliamo di grandi creativi, e non di semplici mestieranti della scrittura. Gente che esprime il meglio di sé quando crea.
E' troppo comodo mettere Cajelli su Zagor e Recchioni su Tex. La vera sfida sarebbe dare loro una maxiserie bonelli con ampio margine di manovra e stare a vedere cosa succede.
Ma per fare questo ci vogliono le palline (come nel golf) :)
ciao,
ragle
By ragle gumm, at 4/1/07 23:30
Per "ambizione" intendi tranquillità economica, e questo non mi mette di buon umore, sapendo che sarebbe accompagnata alla rigida linea editoriale bonelliana (prendi per esempio il Voi anzichè il Lei, assurdo). E' possibile che in Italia originalità e boom di vendite non si sposino? Solo Sclavi c'è riuscito, per un breve periodo?
By Hytok, at 5/1/07 11:15
Concordo con Ragle. Cajelli lo vorrei vedere su una serie sua in Bonelli, magari anche solo una miniserie da 4-5 albi.
Idem per B&R.
Ma tu, Hytok, ti sei preso anche le varie storielle Trapassati Inc.? Come sono?
By Quadrilatero, at 9/1/07 00:36
Ho letto i primi, le storie non sono male, i disegni peggio che andar di notte. Ho deciso quindi di aspettare le raccolte in albi, che starebbero per uscire.
By Hytok, at 9/1/07 10:51
Sì, eccole.
By Quadrilatero, at 3/2/07 12:01
Veramente una grande notizia, che compensa la delusione del numero 45 appena uscito e letto. La storia è una delle meno belle, ma i disegni... da vomito. Di Pontrelli. :-(
By Hytok, at 3/2/07 14:32
Posta un commento
Links to this post:
Crea un link
<< Home