Taranto: la campana dell'ex sindaco Di Bello
1 - Io non m'intendo di bilanci, mi assumo la responsabilità politica ma non quella tecnica del disavanzo. (Quindi scarica la responsabilità sui suoi collaboratori, comunque da lei scelti, la sostanza non cambia.)
2 - Ho assunto migliaia di persone e messo in cantiere spese, in e fuori bilancio, per dare qualcosa ai cittadini, non accorgendomi che le casse comunali non reggevano quei provvedimenti. (Ma la competenza e la capacità di capire cosa è fattibile e cosa non lo è, non dovrebbero essere parte integrante del ruolo di sindaco?)
3 - Ci rendemmo conto dei gravi problemi di bilancio ad inizio 2005, ma anche prima sospettavamo qualcosa. (Ed in un intero anno non si è fatto nulla di concreto per turare la falla?)
4 - Se avessi saputo davvero che le cose andavano così male, alla fine del primo mandato non mi sarei ricandidata, e a febbraio 2006 non mi sarei dimessa. (Inconsapevolezza & incapacità, questa la linea difensiva.)
5 - Avevamo anche noi un piano di risanamento, che prevedeva la vendita del patrimonio immobiliare a prezzi elevatissimi, solo che gli enti che avrebbero dovuto autorizzare tale vendita, in parte non hanno concesso l'autorizzazione per ragioni regolamentari, in parte hanno ritenuto esorbitanti le stime fatte dagli esperti comunali. (O sono in errore TAR e Commissario Prefettizio, o le parole dell'ex sindaco si commentano da sole.)
6 - Rigetto le accuse di malafede, di operazioni fatte solo per favorire persone o aziende amiche, contro gli interessi della città. (Su questo, sarà la magistratura che sta indagando a dire come stanno davvero le cose.)
