Perestroika

23.10.06

Taranto: la campana dell'ex sindaco Di Bello

Premessa: Taranto è sull'orlo del baratro, è il secondo Comune (dopo Napoli negli anni '90) della storia d'Italia ad essere ufficialmente in stato di dissesto, dopo cinque anni di amministrazione Di Bello (CDL). L'ex sindaco Rossana Di Bello, dimessasi in febbraio e da allora silente, oggi da le sue spiegazioni sul deficit (effettivo di circa 300 milioni di euro), che i commissari liquidatori dovranno risanare aumentando le tasse e tagliando i servizi per i prossimi anni. Le sue parole in sei punti, e le mie considerazioni fra parentesi.

1 - Io non m'intendo di bilanci, mi assumo la responsabilità politica ma non quella tecnica del disavanzo. (Quindi scarica la responsabilità sui suoi collaboratori, comunque da lei scelti, la sostanza non cambia.)

2 - Ho assunto migliaia di persone e messo in cantiere spese, in e fuori bilancio, per dare qualcosa ai cittadini, non accorgendomi che le casse comunali non reggevano quei provvedimenti. (Ma la competenza e la capacità di capire cosa è fattibile e cosa non lo è, non dovrebbero essere parte integrante del ruolo di sindaco?)

3 - Ci rendemmo conto dei gravi problemi di bilancio ad inizio 2005, ma anche prima sospettavamo qualcosa. (Ed in un intero anno non si è fatto nulla di concreto per turare la falla?)

4 - Se avessi saputo davvero che le cose andavano così male, alla fine del primo mandato non mi sarei ricandidata, e a febbraio 2006 non mi sarei dimessa. (Inconsapevolezza & incapacità, questa la linea difensiva.)

5 - Avevamo anche noi un piano di risanamento, che prevedeva la vendita del patrimonio immobiliare a prezzi elevatissimi, solo che gli enti che avrebbero dovuto autorizzare tale vendita, in parte non hanno concesso l'autorizzazione per ragioni regolamentari, in parte hanno ritenuto esorbitanti le stime fatte dagli esperti comunali. (O sono in errore TAR e Commissario Prefettizio, o le parole dell'ex sindaco si commentano da sole.)

6 - Rigetto le accuse di malafede, di operazioni fatte solo per favorire persone o aziende amiche, contro gli interessi della città. (Su questo, sarà la magistratura che sta indagando a dire come stanno davvero le cose.)

16.10.06

Gomorra & Camorristi

Sosteniamo Roberto Saviano, l'autore di "Gomorra", libro-denuncia in cui si scaglia contro le due camorre: l'organizzazione malavitosa che soffoca la Campania, e l'incrocio fra paura, omertà, rassegnazione e sostegno che s'è radicato negli animi di quelle persone che non riescono a ribellarsi, che col male convivono e proliferano, fertilizzando le loro esistenze col sangue degli innocenti.

Sosteniamo Roberto Saviano, bravo e fortunato nel non far attecchire dentro di se quell'intreccio, ma che ha rinunciato ad una vita libera e normale: sotto scorta ci si sente soffocare, si è costretti ad essere lo scrittore 24 ore su 24, anzichè il figlio, il motociclista, il tifoso, o qualsiasi altra cosa si voglia fare senza occhi estranei.

Tempo fa recensii su Janeway un sito che raccoglieva la storia dettagliata dei clan camorristici napoletani, realizzata da Franco Camorano e dal suo staff, e scrissi: "Un ultimo avvertimento per tutti quelli che non sono made in naples: fate un lungo respiro e tenete stretto il mouse, state per entrare nel tunnel degli orrori. A noi non resta che farvi un augurio: buon viaggio all'inferno."

Sosteniamo Roberto Saviano, Franco Camorano e tutti quelli come loro.

Cos'è la camorra e chi sono i camorristi.
"Gomorra" di Roberto Saviano.

6.10.06

Blog protagonista in CSI: Miami

L'episodio "Silencer" di CSI: Miami di ieri sera ha avuto come protagonista un blog. Precisamente il blog di una casa farmaceutica su cui un'anonima impiegata pubblicava pettegolezzi su dipendenti e dirigenti, e che ha indotto l'AD a ingaggiare un killer per far fuori la sua presunta rivale in amore, alla fine rivelatasi solo la maestra di ballo del suo fidanzato.

A parte il caso oggetto d'indagine, intrecciato con un farmaco sperimentale fallimentare, la gang malavitosa malanoche ed un carico d'armi nascosto nella casa dell'AD suddetta, è curioso trovare protagonista un blog in TV, di solito cosa rara, o quantomeno trattata con superficiale ignoranza. Stavolta tutto sommato si può essere soddisfatti: sono stati messi in evidenza la potenzialità comunicativa (il blog, tenuto da una semplice segretaria, era sulla bocca di tutti, fino ai massimi livelli, ed ha causato addirittura un omicidio), l'anonimato creato da una serie di nomignoli affibbiati alle vittime del gossip, l'irrintracciabilità del blogger, decostruita incrociando i pochi dati disponibili (e-mail, indirizzo IP, orari di lavoro). Chicca ulteriore, l'utilizzo di una tastiera virtuale, usata dalla blogger per bypassare il divieto di uso personale del PC in ufficio. Unica pecca: la visualizzazione dei post nel laboratorio della scientifica di Miami: sembravano decisamente finti, scritte verdi rotanti al centro dello schermo, senza layout di alcun template attorno... un effetto speciale alieno dalla struttura di un vero blog.

3.10.06

Le contraddizioni di casa Sofri

Tempo fa, quando ancora c'era Janeway prima di Perestroika, ebbi un acceso scontro di idee con Luca Sofri, oggi mi è tornato alla mente dopo aver letto una succosa ma secondo me contraddittoria intervista alla sua simpatica consorte, Daria Bignardi. A Denise Pardo dell'Espresso racconta la sua carriera in Rai e Mediaset ed il suo presente di conduttrice de "Le invasioni barbariche" su La7, contenitore di interviste a politici e non. Ottima trasmissione, interviste non timide o condiscendenti. Due passaggi dell'intervista a Daria:

Quest'anno ha detto che vorrebbe avere come ospite Berlusconi e che i contatti stanno andando avanti. Perché dovrebbe venire da lei?
"Sarebbe una mossa a sorpresa".

Si dice che le porte delle 'Invasioni' sono chiuse per chiunque abbia scritto o detto qualcosa di negativo su suo suocero Adriano.

"Non vedo perché dovrei dare spazio ai nemici che hanno attaccato qualcuno che mi è molto caro. Si può essere contro Adriano Sofri in molti modi. Diciamo che i nemici più sgradevoli di solito sono persone sgradevoli. Non averli è un arricchimento e non un limite per il programma".

Chi parla male di Adriano Sofri è sgradevole, e non è un arricchimento ma un limite per il suo programma; Berlusconi invece... gradevolissimo. Del resto, il passaggio seguente avvalora il senso del suo discorso.

Vuole disperatamente anche Massimo D'Alema per cui ha una passione ufficiale.
"Tutte le donne hanno una passione per lui. È una persona molto interessante, spiritosa, molto da raccontare al di là del sarcasmo e di quei suoi irresistibili fastidi". Dobbiamo trovare la data. Ci siano incontrati a Filicudi quest'estate, abbiamo fatto quattro chiacchere. Lui e mio marito Luca si conoscono, D'Alema ha ottimi rapporti con mio suocero, è una persona che in famiglia si sente nominare. L'ho sempre seguito in modo particolare, credo che lui abbia letto cosa scrivo di lui. Ahimè, in Italia ci si conosce un po' tutti".