Perestroika

29.11.06

Digital divide

Si parla molto di digital divide, quando la rete divide chi non ha accesso ad essa, per competenze o infrastrutture, e chi ce l'ha.

Il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni ha lanciato l'allarme: se il governo non prepara un progetto globale in merito, e non lo realizza nell'arco dei prossimi due-tre anni, l'Italia avrà seri problemi di competitività e di crescita nel campo delle new technology. Cinicamente: sarebbe solo l'ennesimo terreno con problemi di arretratezza. Ma cerchiamo di essere costruttivi.

In un Paese come il nostro il digital divide è una realtà più che un rischio per oltre il 10% della popolazione, che nemmeno ha accesso alla più infima delle ADSL, e per il 90% della popolazione, che non sa neppure accendere un PC.

Il paradosso è che il ministro, anziché lavorare per colmare questo gap, punta a finanziare la tv nel digitale terrestre e nel web, quando nel giro di pochi anni raimediaset sarà una nicchia per nonni, o quasi. Sky offre una tv di qualità di molto superiore, e fenomeni come Youtube e iTunes erodono tempo e attenzioni all'accoppiata poltrona-primaserata.

Sinceramente sono deluso dal ministro-blogger Gentiloni, e per quanto ho letto in questi anni, mi ritrovo più nelle idee di Paolo Cento, riguardo al futuro del web ed al sostegno che il governo dovrebbe garantirgli. Sarebbe bastato l'ammontare dei finanziamenti governativi per il digitale terrestre, per garantire un'adsl (se non la fibra) a quel 10% di comuni italiani. Ma Gentiloni pensa alla tv sul web.

Il Wi-max sarebbe un'alternativa seria, il FON un'altra, ma la vedo dura. Nel mondo ci sono tanti progetti, basterebbe che l'Italia ne scegliesse uno...

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

14.11.06

Fiore... di zucca

Ma che ce frega
ma che ce'mporta,

si dentr'ar fiore
c'è l'alicetta,
er pezzettino
de mozzarella,
o è voto
come la Rutella

Ehm, scusate... è un inside joke per it.fan.startrek, ma ho voluto dividere anche con voi i miei abissi di perversione!

Correzioni al mio romanesco maccheronico sono le benvenute.

Etichette: , , , , ,

13.11.06

Legge elettorale

Con l'attuale legge elettorale, tutti gli eletti sono stati scelti dalle segreterie di partito e non dai cittadini.

Nel PCI, tutti i candidati e poi eletti venivano decisi dal Partito. Ovvero dai cittadini. Perché i Partiti sono la democrazia che si organizza, come diceva Antonio Gramsci. Ai tempi del proporzionale accadeva qualcosa di simile, anche se c'era una minima libertà di preferenza, con poca incidenza sul risultato finale.

Ma oggi ci sono altri elementi da considerare.

Anzitutto la moralità di quel PCI che non avrebbe mai candidato avanzi di galera, e quindi comunque si era certi di votare per un'idea comune, sicuri che quello o quell'altro esponente non avrebbe usato lo scranno per mercanteggiare.

L'avvento del craxismo/berlusconismo che ha subordinato la questione morale all'opportunità politica (dalle ruberie per i finanziamenti illeciti alle tangenti, agli appalti, per sfociare nel piduismo di Arcore) ha alzato insopportabilmente la soglia di tolleranza degli italiani. I casi Previti, Dell'Utri, Berlusconi non sarebbero possibili in quasi nessuno degli altri paesi europei, ma qui si chiude un occhio su tutto, e se parli di lealtà e onestà, ti tacciano di forcaiolismo.

Per queste ragioni, sento decisamente l'esigenza di fare anch'io da filtro, col mio discernimento individuale, alle candidature dei partiti, scegliendo quella che più mi convince.

Un esempio concreto: se non ci fossero state le primarie in Puglia, oggi avremmo, nel migliore dei casi, un presidente di regione immobile e involuto, nel peggiore un presidente di centrodestra, tipo il pluriinquisito Fitto. Invece, da quello che sento, qualcosa di buono e innovativo Nicky Vendola sta facendo.

Etichette: , , , , , , , , , , ,