Perestroika

26.12.06

Presepe sacrilego

Il presepe con statuine esplicitamente gay, realizzato da due deputati della Rosa nel Pugno alla Camera, ha suscitato le ire dei tradizionalisti. Ma solo le loro? Io ho percepito una sottile omofobia strisciante, non per la protesta urlata contro l'affronto al presepe originale, quanto perché nessuno, a quanto ho sentito io, si scaglia mai contro questi:

Aurelio De Laurentiis, Fabio Cannavaro, Luciano Moggi, Mario Merola, Monica Bellucci, Pulcinella, Zinedine Zidane, Romano Prodi.

Quindi il problema è che le statuine esplicitamente gay non appartengono alla tradizione originale del presepe, oppure proprio che sono gay?

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25.12.06

Taranto città-stato

"E' Natale e a Natale si può fare di più..."

E' un verso della canzone natalizia di Alicia, un tantino stucchevole, ma efficace se applicata a tante cose... prima di tutte la politica.

"Taranto, Italia" parafraserei il titolo di una vecchia trasmissione RAI. Taranto città dissestata, ma anche modello politico in scala 1:200 dell'Italia. Modello non edificante.

A Taranto la giunta di centrodestra è crollata sotto il peso del fallimento finanziario che ha travolto la città, e nel 2007 ci saranno nuove elezioni. Secondo pronostici quasi unanimi, verrà eletto un sindaco di centrosinistra, ma per l'ennesima volta lo schieramento progressista sta dando il peggio di se: si sono fatti avanti tre candidati, è scoppiato il caos.

Gianni Florido: candidato DS, ex sindacalista, presidente della provincia di Taranto, amministrata finora molto bene, rappresenta l'uomo solido, capace, affabile, di cui la città avrebbe bisogno. La pensano così in molti, partiti e cittadini, ma quanto sarebbe giusto abdicare alla provincia e indire pure lì elezioni anticipate, o peggio lasciare nelle sue mani sia la provincia che il comune di Taranto?

Ippazio Stefàno: candidato Rifondazione, primario ospedaliero stimato e persona cristallina a detta pure dei suoi avversari politici più estremi, rappresenta la scelta più intellettuale, sincera ma non forte, apprezzata ma non appoggiata.

Gianni Liviano: candidato PDCI, Socialisti e Verdi, uomo nuovo, quarantenne ex consigliere circoscrizionale mai aderente alle logiche di potere, rappresenta il sogno degli ingenui, un futuro sindaco eletto dalle persone oneste anziché da quelle interessate, dai singoli cittadini anziché dalle lobby, la speranza di una Taranto che tenti davvero di cambiare.

I due candidati meno forti spingono per le primarie, Florido non le vuole, le considera un'offesa istituzionale per il presidente della provincia in carica. E intanto il caos prosegue, e il centrodestra azzerato e agonizzante gongola in silenzio.

Io non voto a Taranto, vivo a Milano da anni, ma non mi costa nulla sposare il sogno: Gianni Liviano sindaco. Magari. In ogni caso, prevedo lo stesso destino per l'Italia quando ci sarà da spartirsi le spoglie di Prodi, fra qualche anno. Cofferati, Rutelli e Veltroni?

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22.12.06

Eutanasia e religione

Indipendentemente da come la si pensi, e indipendentemente se quella di Welby sia stata o no eutanasia... ma porcaccia miseria, come fa la famiglia di Welby a chiedere il funerale cattolico? Diciamo tante volte che le religioni non devono entrare nelle decisioni di uno stato laico... e poi tentiamo di forzare cambiamenti all'interno della Chiesa Cattolica? Io proprio non capisco... me lo spiegate voi?

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21.12.06

Alice, a Milano

Riporto, dal sito della provincia di Milano, la notizia dei concerti di Alice, la musicista che m'ha invaso l'anima. Nella segreta speranza che il mio 10% di possibilità di esserci si tramuti in realtà... voi che leggete, se potete non mancate. Sigh.

ALICE (Speciale 10 anni Musica dei Cieli)
Vent'anni di carriera tra pop etereo, collaborazioni prestigiose e ricerca del sacro nella musica. Ritorna alla Musica dei Cieli preparando uno speciale programma: un percorso tra poesia e musica di introspezione e ricerca spirituale. In repertorio brani di Franco Battiato e Yuri Camisasca, poesie di Pasolini e di Totò. Ad accompagnarla, una piccola formazione dove spicca Steve Jansen, batterista degli storici Japan.
15 dicembre ore 21.00 - BOVISIO MASCIAGO, Chiesa San Pancrazio, P.za Anselmo IV da Baggio
21 dicembre ore 21.00 - PADERNO DUGNANO, Santuario dell'Annunciazione, Via Piaggio
22 dicembre ore 21.00 - MILANO, San Marco, Piazza San Marco
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23 dicembre ore 21.00 - TREZZO SULL'ADDA, Chiesa SS. Gervaso e Protaso, Via Mons. Grisetti

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12.12.06

Certe volte vorrei essere Walker...

Certe volte vorrei essere Walker Texas Ranger, sì, proprio il barbuto Chuck Norris che coi suoi calci rotanti ci propina un manicheo telefilm da un decennio.

Stamattina ho girato un bel po' per Milano sui mezzi, come non mi accadeva da tempo: tre-avvenimenti-tre che avrebbero mandato in bestia anche Gandhi.

1) Linea 91, filobus
Un vecchietto seduto, ressa in piedi, un circa30enne gli si addossa, il vecchietto gli chiede con voce flebile di spostarsi, ed il bruto gli urla qualcosa del tipo "Vedi sto bastardo che mi si è parato davanti, se non stai zitto e scendi alla prossima ti gonfio la faccia" ...direte, nessuno è intervenuto? Nessuno, me compreso, un po' perchè alla fermata successiva è sceso lui anzichè il vecchietto, un po' per paura. Se fosse davvero passato alle vie di fatto, forse avrei trovato il coraggio. Lo spero.

2) Linea 78, autobus
Un vecchietto, in piedi aggrappato al passamano, parlava con un tizio vestito da salumiere, con un grembiule, che gli diceva di una cliente simpatica, di Treviso, che magari tutti i clienti fossero gentili come lei... e il vecchietto rispondeva "Ehh, l'importante è che la gente con cui hai a che fare non sia da Bologna in giù, che quella fa tutta schifo." Se avessi avuto meno scrupoli o più voglia di litigare...

Nota inframmezzata: com'è che i cialtroni come quelli del punto 1 non importunano i vecchietti tipo quelli del punto 2? Maledetto destino.

3) Metrò 1
Ero aggrappato al palo pressato dalla ressa delle 13, quando vedo un tizio davanti a me, con un giaccone poggiato/arrotolato al braccio tipo addestratore di pit-bull, con le punte delle dita che spuntano al di fuori e si avvicinano lentissimamente alla tasca con cerniera del mio giaccone. Rigonfia del mio portafogli. Faccio uno scatto all'indietro, e il tizio, facendo finta di nulla, mi chiede "Scendi alla prossima?" ...io rispondo di sì e mi fa passare avanti. Borseggio scampato per un pelo.

Che squallida mattinata, come se Milano mi avesse detto "Non mi manchi, per niente".

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5.12.06

Insegnanti, lavoratori sottopagati e sottovalutati

In Francia la socialista Ségolène Royal ha affermato che gli insegnanti del suo paese dovrebbero lavorare 35 ore alla settimana, anziché continuare a farne 17 e arrotondare a colpi di lezioni private. Condivisibile o assurdo? Una mia amica, insegnante, ha un'opinione molto interessante al riguardo.

Ne penso che 35 ore settimanali le faccio di già e nessuna "ripetizione" per arrotondamento. Ne penso che purtroppo chi parla molto spesso non sa com'è il lavoro (sottopagato) dell'insegnante. Consideriamo semplicemente il lavoro tipo di un'insegnante della scuola elementare (ma alle medie non è poi molto diverso).

Le ore che dovrebbe fare alla settimana sono 22 di insegnamento e 2 di riunione. E' necessario, però, arrivare 5 minuti prima per la sorveglianza degli alunni e per permettere il cambio di ora. Quindi 5 minuti x 5 giorni alla settimana, 25 minuti in più, senza considerare che se hai un qualsiasi buco, si aggiungono altri 5 minuti. Io di buchi ne ho 2, quindi 35 minuti in più alla settimana. Tutto ciò nel contratto non è contemplato.

Molto spesso è necessario arrivare più che 5 minuti prima, di solito io arrivo alle 8:00 e la scuola inizia alle 8:15, per via del traffico. (Nella scuola non puoi dire "timbro il cartellino 15 minuti dopo se arrivo tardi e andrò via 15 minuti dopo: devi essere presente coi bambini all'ora stabilita dalla scuola. Questo anche perché se un bimbo si fa male e tu non c'eri, sono grane belle grosse.)

L'insegnante "tipo" si fa anche uno, due o tre turni mensa alla settimana, compresi nell'orario di lavoro, ma estremamente stressanti, visto che ci appioppano da 20 a 30 bambini (un anno ne avevo 32, fuori legge).

La legge impone che non si possano fare, al giorno, più di 6 ore con i bambini, proroga sulle 6:30 per consintere i tempi pieni e brevi. Legge stupida? Chiunque abbia lavorato con i bambini o ragazzini sa che dopo 6 ore tendi a strozzarli. Questo è il motivo della legge.

Fatti uscire i bambini da scuola, bisogna controllare che tutti abbiano un adulto autorizzato che li viene a prendere (dopo naturalmente averli fatti vestire, coprire, allacciare ecc., cosa che in 1^ elementare deve fare l'insegnante). Il che porta via come minimo altri 10-15 minuti al giorno. Andati tutti c'è tipicamente il genitore che deve fermarsi a parlare perché ne ha bisogno urgente, quindi da 30 minuti a 2 ore in più oltre l'orario di lavoro.

Una volta alla settimana 2 ore di riunione - se sei fortunato e lavori su una sola classe, altrimenti devi sciropparti svariate altre ore nelle altre classi, quindi generalmente per una insegnante di matematica sono 3-4 ore, per una come me che fa 2 matematiche e 2 inglesi per un totale di 4 classi sono sempre 5-6 ore.

Inoltre ci sono anche le altre riunioni: collegi docenti, riunioni per ambito, riunioni di commissioni... Esempio: in una settimana: 2 ore di riunione di modulo di martedì; 4 ore di interclasse tecnico e plenario venerdì; giovedì devo andare in un'altra città a circa 20 km di distanza per parlare con la neuropsicologa di un'alunna dislessica: naturalmente non c'è nessun rimborso di spese di trasferimento e c'è pure il rischio di non essere coperta dall'assicurazione (NB: che devo pagarmi io). Quindi in quella settimana, fuori casa lavoro come niente 30 ore senza considerare il tempo di spostamento né al lavoro normale né a Cantù. E non è che poi un'altra settimana faccio 18 ore per fare media: il minimo è sempre 24 (comunque per 22 ore sono sulla classe, se io non ci sono resta scoperta e qualcuno deve venire al mio posto), poi ci sono ore in più (la maggior parte non sono nemmeno considerate dal preside!).

Non solo: arrivi a casa: devi preparare le lezioni, correggere i compiti, le verifiche, i quaderni. Almeno 1 ora o 2 al giorno su questo ti va. Ieri ho passato svariato tempo per correggere verifiche e per scrivere l'adattamento della programmazione d'istituto, cioè la programmazione annuale della classe (2 di matematica, 2 di informatica, 3 d'inglese...).

Facendo i conti... a 35 ore settimanali ci arriviamo come niente.

Contiamo poi anche altri aspetti: l'alta responsabilità: se un bambino che cammina inciampa davanti a me, cade e si fa male il preside si incazza e dice che io non lo stavo controllando (è successo a due colleghe un mese fa). Un bambino non vuole andare a scuola? Colpa delle maestre. Un bambino esce dalle elementari che non sa contare? Colpa delle maestre. Un bambino sogna di notte di non essere il più bravo della classe? Colpa delle maestre. Un bambino viene preso di mira dai compagni che lo incolpano sempre di essere un rompipalle (ed è pure vero)? Colpa delle maestre.

Altro aspetto: sgridi un bambino? Sei stronza. Non lo sgridi? Hai poco polso.

Ultimo punto, poi smetto di stressarvi: servono i programmi didattici, i libri, le audiocassette, i cavetti per PC, le matite per la classe, i cartoncini, i pennerelli, i cerotti, ecc. ecc.? Chi pensate che li compri quando il preside dice "arrangiatevi non ci sono più soldi?" Magari sono solo 100-200 euro di materiale all'anno, però sono 100-200 sudati euro.

Per non parlare della condizione dei precari, che è veramente una delle più misere... nella scuola come altrove.

Per questo non trovo che aumentare le ore e diminuire i lavoratori (in qualsiasi campo!) sarebbe logico. Anzi, nell'utopia migliore tutti lavoriamo (tutti, non ci sono i figli di papà che possono permettersi di non lavorare da una parte e quelli che non possono lavorare perché il lavoro non c'è dall'altra) poche ore al giorno. Pensateci: meglio poco a tutti, o tutto a pochi? Mi si taccia di essere rossa (il che è pure vero, avanti popolo...), ma io preferisco il poco a tutti.

Nel campo dell'insegnamento, poi, come può essere possibile che io faccia 8 ore coi pupetti tutti i giorni? In certe classi poi, dopo quando ci stai 2 ore esci coi capelli ritti dallo stress? Chi propone certe leggi dovrebbe pensare poi di applicarle a se stesso.

E' anche vero che parte del lavoro che facciamo noi insegnanti si può fare a casa: e questo è uno dei (pochi) vantaggi del lavoro dell'insegnante. Posso dire "lo faccio alle 17 o lo faccio alle 19" e nessuno mi può dire nulla. Però non abbiamo la possibilità di farci le ferie quando vogliamo. Non abbiamo la pausa caffé. Non possiamo lasciare la classe scoperta. Se la bidella copre per 10 minuti la classe mentre io sono in bagno, una collega che deve anche lei andare in bagno non può perché di bidella ce n'è una sola.

Qualcuno può chiedermi: "E perché continui a fare l'insegnante?" Per lo stesso motivo per cui altre persone continuano a fare il lavoro che fanno: perché ci piace il lavoro che facciamo, nel bene e nel male, con i suoi aspetti positivi (lavorare coi bambini, la creatività che ci si mette, la bellezza di vedere i bambini che apprendono, ridere con loro, sentire che stai ponendo le basi più importanti a chi un giorno sarà medico, ingegnere, insegnante, fotografo o contadino, ecc. ecc.) e negativi (le riunioni, la paga più bassa, i genitori, la mensa, il preside ecc. ecc.) e quelli che a giorni sono positivi e a giorni negativi (l'impegno, continuare a dover superare se stessi, affrontare ogni giorno sfide nuove, continuare a studiare, ecc. ecc.....). E per me gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, considerando poi la penuria di lavoro che c'è ora, chi me lo fa fare di rinunciare a un contratto a tempo indeterminato dove io posso dar sfogo alla mia creatività facendo pure piacere agli altri?

Io conosco alcune persone che dicono "ah, be', ma tu sei poi una maestrina" (NB: termine che odio). Be', vorrei vedere loro in classe con 23 logorroici ipermotori a far lezione... e riuscire ad arrivare alla fine dell'anno che le cose che gli hai detto le sanno e le hanno capite.

E conosco altre persone... una ragazza che sta studiando da neurochirurgo che mi dice sempre: "Ma come fai? Io non lo farei mai" e un ragazzo che lavora in banca come: "Ma te sei troppo brava, io impazzirei con tutti quei bimbetti e il preside." E io non farei mai i loro lavori. Li apprezzo molto.

Io credo che per criticare il lavoro (sia come viene svolto che come viene gestito/pagato) degli altri, si debba prima provare a farlo. O ascoltare bene chi lo fa. Io non andrei mai a dire: "I meccanici sono strapagati". Lo vedo che guadagnano molto più di me e hanno studiato un quinto di me (per lo meno quelli che conosco io!) . Ma io sclererei a stare dietro tutto il giorno a motori... o dietro a una scrivania in ufficio. Non lo farei! Quindi penso solo che.... per fortuna al mondo, si dice in comasco, ci sono "cen co cen crap, cen cu dusen ciap!"

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