Perestroika

24.9.07

Cacciatori nelle tenebre

Testi: Gianrico Carofiglio
Disegni: Francesco Carofiglio
Editore: Rizzoli
Collana: 24/7
Pagine: 143
Data pubblicazione: 12/9/07
Prezzo: € 15,00


Parafrasando qualcuno molto in alto: prendete e leggetene tutti.
Scritto dall'autore di Testimone inconsapevole, e del filone di romanzi gialli con protagonista l'avvocato Guerrieri, e disegnato da suo fratello, sceneggiatore e scrittore di mestiere, finora disegnatore solo per hobby.
Per chi ha letto i (bellissimi) romanzi di Carofiglio, il protagonista di questo fumetto è un personaggio secondario dell'universo narrativo in cui agisce Guerrieri: l'ispettore Tancredi, poliziotto mooolto particolare. Dopo imprecisate vicissitudini, viene messo a capo di una sezione speciale della questura barese, ad occuparsi di persone scomparse, in particolare minori. Si costruisce la sua squadra "raccattando" poliziotti scorbutici e reietti, ma capaci. E incappa per caso nell'indagine che fa da ossatura al volume.

La storia inizia misteriosamente e fluisce in una lettura compiaciuta, soddisfatta, fino all'ultima pagina. Non vi dico niente della trama, mi sembrerebbe di sciuparla. Lo spin-off, quasi gli anfratti di Bari non bastassero a sancire l'appartenenza alla saga di Guerrieri, vede quest'ultimo inquadrato di nuca mentre saluta l'ispettore. Una chicca, nulla di più.

I disegni sono in bianco e nero, molto in stile Sin City, ed infatti nell'intervista di Mollica ai due autori, in appendice all'albo, Frank Miller è citato fra i loro punti di riferimento fumettistici, insieme ad Hugo Pratt, ed i marvelliani Silver Surfer, DareDevil (quello di Miller, appunto) e soprattutto i Fantastici 4. Quattro, come i protagonisti del fumetto in oggetto.

La Rizzoli gli ha dedicato un minisito, il buon RRobe una polemicuccia sui disegni: ha identificato la copertina come la riproduzione di una vignetta di Sin City e le fattezze di Tancredi come quelle del commissario Gordon, in Batman; Carofiglio dice invece di aver preso a modello l'attore Richard Dreyfuss.

Che altro dire... se non che ve lo consiglio molto caldamente. Non posso dire che i 15 euro del suo prezzo siano stati ben spesi solo perché... mi è stato regalato per il mio compleanno. Un regalo graditissimo!

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10.9.07

La Gazzetta dello Sport, i titoli ed il congiuntivo

Leggo sulla Gazzetta di oggi, a pagina 39, il seguente titolo:

Guarda che chitarristi, peccato che fingono

Trattasi di notiziola su una sorta di campionato per mimi che fingono di strimpellare una chitarra. A parte il chiedersi che diavolo ci faccia un articolo del genere sulla Gazzetta dello Sport, ma qui c'entra la deriva gossip introdotta da Carlo Verdelli, mi domando due cose:
- "Guarda"? Curioso un titolo che da del tu al lettore.
- "Peccato che fingono"? Ma in italiano non è corretto dire "Peccato che fingano"?
D'accordo che il congiuntivo è poco usato, ma questo dovrebbe essere uno dei casi più chiari, e poi parliamo del titolo di un quotidiano nazionale, non di una sgrammaticata e informale fanzine.

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