I campionati italiani di calcio riprendono dappertutto, anche se in molti stadi le porte al pubblico saranno chiuse per le carenze degli stadi in materia di sicurezza. Tornelli assenti, aree di prefiltraggio negli antistadi non predisposte, la gran parte degli stadi di A e B aspetterà settimane prima di riaccogliere i tifosi. Eppure... in serie C esiste un sottobosco di superficialità o sottovalutazione che allarma. Stadi come quelli di Gallipoli, Cava dei Tirreni, Taranto, sono privi di ogni misura di sicurezza, eppure domenica 11 febbraio i tifosi potranno accedervi tranquillamente. Perché? Perché le restrittive norme impartite dal ministro Amato valgono solo per gli stadi dalla capienza, vera o presunta, dai 7500 posti in su. Per capienze inferiori, non è cambiato nulla. Strutture fatiscenti, recinti colabrodo, continueranno ad accogliere tifosi e Ultras come se a Catania nulla fosse accaduto. Non tutti accettano lo status quo senza protestare, a Taranto è il sindacato di Polizia, con un comunicato stampa, a far sentire la sua voce. Speriamo vivamente di non tornare qui, dopo la partita, a dire "loro ci avevano avvertiti".
"Sembra che a Taranto, a differenza di altre città con stadi più moderni, si potrà disputare a porte aperte l'incontro di calcio Taranto-Lanciano. Alla faccia della sicurezza più volte sbandierata dal Ministro dell'Interno Amato, affermando "Ho sbagliato, non manderò più i miei poliziotti al massacro". Domandiamo al Signor Prefetto e al signor Questore di Taranto: lo stadio di Taranto è a norma sotto il profilo della sicurezza? Sono stati fatti tutti quei lavori che di recente abbiamo denunciato e che Lei, signor Prefetto, ha condiviso? La recinzione dello stadio è a norma? I bagni sono stati ripristinati a norma? I gradoni in cemento sono stati messi in sicurezza? E' possibile che di colpo il nostro stadio sia diventato un luogo sicuro dove poter disputare incontri di calcio, solo per il fatto di aver abbassato la capienza degli spettatori? Cosa cambia sotto il profilo della sicurezza ridurne la capienza da diecimila a meno di settemila? Sono tutte domande che richiedono delle risposte certe e che attengono solo ed esclusivamente alla salvaguardia del personale impiegato in servizio e di tutte quelle persone che la domenica si recano allo stadio per passione e non per delinquere. Per gli interessi delle società, dei calciatori, della F.I.G.C. e di tutta quella gente che orbita intorno al mondo del calcio con i suoi interessi, noi poliziotti, privati dalla finanziaria di risorse per la sicurezza (mezzi- strutture-uomini), malpagati (basti pensare che per l'ordine pubblico è prevista una indennità pari a cinque euro) non possiamo e non vogliamo rischiare un'altra Catania. Onoriamo il nostro collega Raciti caduto nell'adempimento del dovere, ma non permettiamo che il suo sia stato un sacrificio inutile. Dalle pagine dei vostri giornali e dalle emittenti chiediamo che la Magistratura intervenga affinché accerti il rispetto delle leggi in materia di sicurezza, non è più il tempo di concedere deroghe a nessuno. E' proprio il caso di affermare: ma chi difende i difensori?"Etichette: amato, calcio, campionati, catania, cava dei tirreni, gallipoli, polizia, prefetto, prefiltraggio, questore, raciti, sicurezza, taranto, tifosi, tornelli, ultras