In passato ho più volte
scritto della tremenda situazione politico-sociale tarantina, città in dissesto economico, commissariata, reduce da una sfilza di cattive amministrazioni, prima di centrosinistra, poi di estrema destra, ultimamente di centrodestra. Protagonista ultima e suprema di questo sfascio: Rossana Di Bello, sindaco, eletta due volte a capo di una Lista Civica a suo nome: "Con Di Bello", appendice di Forza Italia. Sindaco dimissionario in seguito ad una condanna ed allo sfacelo di bilancio (oltre 600 milioni di euro di deficit delle casse comunali tarantine, come certificato dal commissario liquidatore Boccia). E' notizia fresca la retata eseguita dai Carabinieri della città jonica, come scrive la
Gazzetta del Mezzogiorno:
I Carabinieri del comando provinciale di Taranto, coadiuvati dalla Polizia, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, furti, attentati dinamitardi e incendiari e violazione della normativa sulle armi e gli esplosivi.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Maurizio Saso, su richiesta del Pm della Procura distrettuale antimafia di Lecce Lino Giorgio Bruno. Fino ad ora sono state arrestate nove persone, mentre altre quattro sono irreperibili. Tra gli arrestati c'è anche l’ex commissario straordinario dell’Amiu (Azienda municipalizzata di igiene urbana) di Taranto, Raffaele Di Campo, di 60 anni, che è accusato di abuso di ufficio e voto di scambio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, Di Campo, alla vigilia delle elezioni comunali di Taranto del 3 e 4 aprile 2005, avrebbe assunto tre persone legate alla malavita organizzata in cambio di voti. Di Campo era candidato nella lista civica “Con Di Bello” che sosteneva il candidato sindaco Rossana Di Bello, che poi venne eletta. Nell’inchiesta risultano indagate a piede libero almeno altre dieci persone.
Non c'è da commentare oltre, le conclusioni sono lì lì.
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