Perestroika

18.11.07

Spot RAI: Vogliamo una televisione che assomigli a te

Gira in questi giorni sulla RAI uno spot, il cui slogan è: "Non vogliamo che tu assomigli alla televisione, vogliamo una televisione che assomigli a te."

Io ho sempre pensato che sarebbe bello avere una televisione migliore di chi la guarda, affinché da essa si possa imparare. Ricordate il maestro Manzi? Ecco, bastava continuare così..

Certo, ora come ora abbiamo una televisione molto peggiore dei telespettatori, ed è tutto dire.

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30.5.07

Dylan Dog e Nick Raider a confronto

Nick RaiderDue fumetti: Dylan Dog, che ho sempre seguito con affetto, e Nick Raider, che negli anni ho usato come lettura da treno, riempitivo di ore morte.

Due generi: l'horror, che m'intriga e mi diverte fin dall'adolescenza, ed il poliziesco classico, che però m'ispira più nelle versioni hardboiled e cervellotiche alla Tenente Colombo.

Due albi:
[DD 249 Bonelli] I ricordi sepolti
[NR 4di4 If] Il gioco del sospetto

Un abisso qualitativo, a favore del secondo.

L'albo di Dylan Dog contiene una storia tecnicamente ben costruita, ma stanca, piatta, prevedibile. Una sceneggiatura (di Luigi Mignacco) partorita dal rimasticamento di alcuni ghost-movie, grondante didascalie e dialoghi logorroici, eccessivamente descrittivi. Groucho sempre più inutile, Dylan rintronato più del solito per la ragazza di cui è cotto, la ragazza piena di fobie guarisce miracolosamente senza uno straccio di motivo... accettabili i disegni di Corrado Roi.

L'albo di Nick Raider offre una storia (di Alessandro Russo) che fila liscia come una birra gelata al punto giusto. Una serie di eventi a incastro, un Nick abbruttito dalla vita ma sempre poliziotto onesto dentro, dei cattivi credibili, colpi di scena imprevedibili, dialoghi brillanti ed essenziali, e addirittura la valorizzazione di un personaggio come il capitano Vance. Applausi a scena aperta. Buoni i disegni americaneggianti di Michele Benevento.

La china che ha preso Dylan Dog, che alterna rari numeri buoni (di Sclavi e Barbato) alla mediocrità imperante, fa tristezza.

La miniserie inedita di 4 numeri di Nick Raider, realizzata dalla If, è un gioiello. A parte il numero 1di4 (realizzato da Claudio Nizzi, il creatore del personaggio), appena sufficiente, gli altri tre, scritti da Diego Cajelli (2) e Alessandro Russo (3 e 4), sono eccellenti.

Due questioni:

Di chi è la colpa se Nick Raider in Bonelli sapeva di stantìo e in If è diventato un gran bel fumetto? Del "Marcheselli di turno" che normalizza le sceneggiature, scambiando l'originalità per asperità? Del Nizzi ormai svuotato di talento?

Con storie di questa qualità, in Bonelli, Nick Raider avrebbe chiuso per vendite insufficienti? Non scherziamo... adesso il problema è che i limiti di visibilità e di capacità distributive della If rendono incerta la messa in produzione di una nuova miniserie, per cui lasciatemi fare una cosa per me rara: invitarvi a comprare Nick Raider. Andate in edicola e prendete l'ultimo numero, leggetelo, poi recatevi in una fumetteria e recuperate gli altri tre. Per favore.

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