Perestroika

12.6.07

Taranto: sindaco Stefàno, con l'accento sulla a

Elezioni sindaco di Taranto
Ippazio Stefàno è il nuovo sindaco di Taranto. Una brava persona in quel mare di liquame che è la politica tarantina, inclusi alcuni suoi colleghi di coalizione, purtroppo. Ma bisognava fare una scelta, e fra quelle plausibili è stata la migliore. L'inizio non è male: in un'intervista a SkyTg24 ha dichiarato che lui e la sua squadra rinunceranno, chi in parte, chi totalmente, alle indennità da amministratori locali. Non basterà per ripianare il dissesto finanziario della città, ma è un buon esempio.

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29.5.07

Elezioni Taranto: al ballottaggio scontro fratricida

Taranto - Elezioni amministrative
Su Perestroika ho scritto diverse volte di Taranto, la mia città natale, dissestata e degradata. Ieri c'è stato il primo turno delle elezioni amministrative, ed il centrosinistra ha dato ennesima dimostrazione della disunione che l'attanaglia. Scrivevo a dicembre:

A Taranto la giunta di centrodestra è crollata sotto il peso del fallimento finanziario che ha travolto la città, e nel 2007 ci saranno nuove elezioni. Secondo pronostici quasi unanimi, verrà eletto un sindaco di centrosinistra, ma per l'ennesima volta lo schieramento progressista sta dando il peggio di se: si sono fatti avanti tre candidati, è scoppiato il caos.

Beh, sono stato buon profeta. Parte della città ha votato per il residuo criminalfascista Mario Cito, altra parte ha votato l'ex questore candidatosi per la CdL, ovviamente in abnorme calo dovuto alle macerie lasciate dall'ex sindaco Rossana Di Bello, ma al ballottaggio andranno i due candidati del centrosinistra. Comunque vada si girerà pagina, ma spero che vinca Ippazio Stefàno, primario ospedaliero, specialista in talassemia, persona cristallina.

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30.3.07

Taranto nel baratro, fra politica e mafia

In passato ho più volte scritto della tremenda situazione politico-sociale tarantina, città in dissesto economico, commissariata, reduce da una sfilza di cattive amministrazioni, prima di centrosinistra, poi di estrema destra, ultimamente di centrodestra. Protagonista ultima e suprema di questo sfascio: Rossana Di Bello, sindaco, eletta due volte a capo di una Lista Civica a suo nome: "Con Di Bello", appendice di Forza Italia. Sindaco dimissionario in seguito ad una condanna ed allo sfacelo di bilancio (oltre 600 milioni di euro di deficit delle casse comunali tarantine, come certificato dal commissario liquidatore Boccia). E' notizia fresca la retata eseguita dai Carabinieri della città jonica, come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno:

I Carabinieri del comando provinciale di Taranto, coadiuvati dalla Polizia, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, furti, attentati dinamitardi e incendiari e violazione della normativa sulle armi e gli esplosivi.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce Maurizio Saso, su richiesta del Pm della Procura distrettuale antimafia di Lecce Lino Giorgio Bruno. Fino ad ora sono state arrestate nove persone, mentre altre quattro sono irreperibili. Tra gli arrestati c'è anche l’ex commissario straordinario dell’Amiu (Azienda municipalizzata di igiene urbana) di Taranto, Raffaele Di Campo, di 60 anni, che è accusato di abuso di ufficio e voto di scambio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, Di Campo, alla vigilia delle elezioni comunali di Taranto del 3 e 4 aprile 2005, avrebbe assunto tre persone legate alla malavita organizzata in cambio di voti. Di Campo era candidato nella lista civica “Con Di Bello” che sosteneva il candidato sindaco Rossana Di Bello, che poi venne eletta. Nell’inchiesta risultano indagate a piede libero almeno altre dieci persone.


Non c'è da commentare oltre, le conclusioni sono lì lì.

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9.2.07

A Taranto si gioca: la Polizia non è d'accordo

I campionati italiani di calcio riprendono dappertutto, anche se in molti stadi le porte al pubblico saranno chiuse per le carenze degli stadi in materia di sicurezza. Tornelli assenti, aree di prefiltraggio negli antistadi non predisposte, la gran parte degli stadi di A e B aspetterà settimane prima di riaccogliere i tifosi. Eppure... in serie C esiste un sottobosco di superficialità o sottovalutazione che allarma. Stadi come quelli di Gallipoli, Cava dei Tirreni, Taranto, sono privi di ogni misura di sicurezza, eppure domenica 11 febbraio i tifosi potranno accedervi tranquillamente. Perché? Perché le restrittive norme impartite dal ministro Amato valgono solo per gli stadi dalla capienza, vera o presunta, dai 7500 posti in su. Per capienze inferiori, non è cambiato nulla. Strutture fatiscenti, recinti colabrodo, continueranno ad accogliere tifosi e Ultras come se a Catania nulla fosse accaduto. Non tutti accettano lo status quo senza protestare, a Taranto è il sindacato di Polizia, con un comunicato stampa, a far sentire la sua voce. Speriamo vivamente di non tornare qui, dopo la partita, a dire "loro ci avevano avvertiti".

"Sembra che a Taranto, a differenza di altre città con stadi più moderni, si potrà disputare a porte aperte l'incontro di calcio Taranto-Lanciano. Alla faccia della sicurezza più volte sbandierata dal Ministro dell'Interno Amato, affermando "Ho sbagliato, non manderò più i miei poliziotti al massacro". Domandiamo al Signor Prefetto e al signor Questore di Taranto: lo stadio di Taranto è a norma sotto il profilo della sicurezza? Sono stati fatti tutti quei lavori che di recente abbiamo denunciato e che Lei, signor Prefetto, ha condiviso? La recinzione dello stadio è a norma? I bagni sono stati ripristinati a norma? I gradoni in cemento sono stati messi in sicurezza? E' possibile che di colpo il nostro stadio sia diventato un luogo sicuro dove poter disputare incontri di calcio, solo per il fatto di aver abbassato la capienza degli spettatori? Cosa cambia sotto il profilo della sicurezza ridurne la capienza da diecimila a meno di settemila? Sono tutte domande che richiedono delle risposte certe e che attengono solo ed esclusivamente alla salvaguardia del personale impiegato in servizio e di tutte quelle persone che la domenica si recano allo stadio per passione e non per delinquere. Per gli interessi delle società, dei calciatori, della F.I.G.C. e di tutta quella gente che orbita intorno al mondo del calcio con i suoi interessi, noi poliziotti, privati dalla finanziaria di risorse per la sicurezza (mezzi- strutture-uomini), malpagati (basti pensare che per l'ordine pubblico è prevista una indennità pari a cinque euro) non possiamo e non vogliamo rischiare un'altra Catania. Onoriamo il nostro collega Raciti caduto nell'adempimento del dovere, ma non permettiamo che il suo sia stato un sacrificio inutile. Dalle pagine dei vostri giornali e dalle emittenti chiediamo che la Magistratura intervenga affinché accerti il rispetto delle leggi in materia di sicurezza, non è più il tempo di concedere deroghe a nessuno. E' proprio il caso di affermare: ma chi difende i difensori?"

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25.12.06

Taranto città-stato

"E' Natale e a Natale si può fare di più..."

E' un verso della canzone natalizia di Alicia, un tantino stucchevole, ma efficace se applicata a tante cose... prima di tutte la politica.

"Taranto, Italia" parafraserei il titolo di una vecchia trasmissione RAI. Taranto città dissestata, ma anche modello politico in scala 1:200 dell'Italia. Modello non edificante.

A Taranto la giunta di centrodestra è crollata sotto il peso del fallimento finanziario che ha travolto la città, e nel 2007 ci saranno nuove elezioni. Secondo pronostici quasi unanimi, verrà eletto un sindaco di centrosinistra, ma per l'ennesima volta lo schieramento progressista sta dando il peggio di se: si sono fatti avanti tre candidati, è scoppiato il caos.

Gianni Florido: candidato DS, ex sindacalista, presidente della provincia di Taranto, amministrata finora molto bene, rappresenta l'uomo solido, capace, affabile, di cui la città avrebbe bisogno. La pensano così in molti, partiti e cittadini, ma quanto sarebbe giusto abdicare alla provincia e indire pure lì elezioni anticipate, o peggio lasciare nelle sue mani sia la provincia che il comune di Taranto?

Ippazio Stefàno: candidato Rifondazione, primario ospedaliero stimato e persona cristallina a detta pure dei suoi avversari politici più estremi, rappresenta la scelta più intellettuale, sincera ma non forte, apprezzata ma non appoggiata.

Gianni Liviano: candidato PDCI, Socialisti e Verdi, uomo nuovo, quarantenne ex consigliere circoscrizionale mai aderente alle logiche di potere, rappresenta il sogno degli ingenui, un futuro sindaco eletto dalle persone oneste anziché da quelle interessate, dai singoli cittadini anziché dalle lobby, la speranza di una Taranto che tenti davvero di cambiare.

I due candidati meno forti spingono per le primarie, Florido non le vuole, le considera un'offesa istituzionale per il presidente della provincia in carica. E intanto il caos prosegue, e il centrodestra azzerato e agonizzante gongola in silenzio.

Io non voto a Taranto, vivo a Milano da anni, ma non mi costa nulla sposare il sogno: Gianni Liviano sindaco. Magari. In ogni caso, prevedo lo stesso destino per l'Italia quando ci sarà da spartirsi le spoglie di Prodi, fra qualche anno. Cofferati, Rutelli e Veltroni?

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