22.4.07
29.11.06
Digital divide
Si parla molto di digital divide, quando la rete divide chi non ha accesso ad essa, per competenze o infrastrutture, e chi ce l'ha.
Il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni ha lanciato l'allarme: se il governo non prepara un progetto globale in merito, e non lo realizza nell'arco dei prossimi due-tre anni, l'Italia avrà seri problemi di competitività e di crescita nel campo delle new technology. Cinicamente: sarebbe solo l'ennesimo terreno con problemi di arretratezza. Ma cerchiamo di essere costruttivi.
In un Paese come il nostro il digital divide è una realtà più che un rischio per oltre il 10% della popolazione, che nemmeno ha accesso alla più infima delle ADSL, e per il 90% della popolazione, che non sa neppure accendere un PC.
Il paradosso è che il ministro, anziché lavorare per colmare questo gap, punta a finanziare la tv nel digitale terrestre e nel web, quando nel giro di pochi anni raimediaset sarà una nicchia per nonni, o quasi. Sky offre una tv di qualità di molto superiore, e fenomeni come Youtube e iTunes erodono tempo e attenzioni all'accoppiata poltrona-primaserata.
Sinceramente sono deluso dal ministro-blogger Gentiloni, e per quanto ho letto in questi anni, mi ritrovo più nelle idee di Paolo Cento, riguardo al futuro del web ed al sostegno che il governo dovrebbe garantirgli. Sarebbe bastato l'ammontare dei finanziamenti governativi per il digitale terrestre, per garantire un'adsl (se non la fibra) a quel 10% di comuni italiani. Ma Gentiloni pensa alla tv sul web.
Il Wi-max sarebbe un'alternativa seria, il FON un'altra, ma la vedo dura. Nel mondo ci sono tanti progetti, basterebbe che l'Italia ne scegliesse uno...
Il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni ha lanciato l'allarme: se il governo non prepara un progetto globale in merito, e non lo realizza nell'arco dei prossimi due-tre anni, l'Italia avrà seri problemi di competitività e di crescita nel campo delle new technology. Cinicamente: sarebbe solo l'ennesimo terreno con problemi di arretratezza. Ma cerchiamo di essere costruttivi.
In un Paese come il nostro il digital divide è una realtà più che un rischio per oltre il 10% della popolazione, che nemmeno ha accesso alla più infima delle ADSL, e per il 90% della popolazione, che non sa neppure accendere un PC.
Il paradosso è che il ministro, anziché lavorare per colmare questo gap, punta a finanziare la tv nel digitale terrestre e nel web, quando nel giro di pochi anni raimediaset sarà una nicchia per nonni, o quasi. Sky offre una tv di qualità di molto superiore, e fenomeni come Youtube e iTunes erodono tempo e attenzioni all'accoppiata poltrona-primaserata.
Sinceramente sono deluso dal ministro-blogger Gentiloni, e per quanto ho letto in questi anni, mi ritrovo più nelle idee di Paolo Cento, riguardo al futuro del web ed al sostegno che il governo dovrebbe garantirgli. Sarebbe bastato l'ammontare dei finanziamenti governativi per il digitale terrestre, per garantire un'adsl (se non la fibra) a quel 10% di comuni italiani. Ma Gentiloni pensa alla tv sul web.
Il Wi-max sarebbe un'alternativa seria, il FON un'altra, ma la vedo dura. Nel mondo ci sono tanti progetti, basterebbe che l'Italia ne scegliesse uno...
Etichette: adsl, cento, digital divide, digitale terrestre, dtt, fon, gentiloni, governo, internet, iptv, itunes, ministro, sky, tv, wi-max, youtube


